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La città di oggi

Le statistiche della spesa sociale pro-capite vedono Catanzaro agli ultimi posti della classifica dei comuni capoluoghi di provincia d’Italia, molto lontana dalla media nazionale e lontanissima dai primi della classe. Alle risicate cifre assegnate al Settore nel bilancio comunale (che denotano la marginalità amministrativa in cui è stato relegato) fanno da contraltare interventi residuali ed estemporanei, insufficienti anche a scalfire il livello di emarginazione. Una situazione che in alcuni quartieri ha assunto i caratteri delle periferie metropolitane soprattutto per quanto riguarda le fasce giovanili.

In mancanza di risorse, di una strategia organica di intervento basata sul collegamento con gli altri settori (come quello della Cultura, dell’Istruzione, dello Sport e della Casa solo per restare nell’ambito delle competenze comunali), in mancanza di strumenti per la conoscenza e la valutazione dei bisogni, i Servizi sociali comunali sono diventati un presidio statico, l’ultimo avamposto offerto ai cittadini per manifestare disperazione o pietire un sussidio economico straordinario.

Il rovescio della medaglia è l’azione in ordine sparso e disomogeneo anche delle realtà del terzo settore. Tale azione dovrebbe costituire un valore aggiunto all’azione pubblica ma, suo malgrado, spesso rappresenta l’unica risposta ai bisogni del cittadino migrante, anziano, rom, minore, diversamente abile o portatore di altra forma di disagio sociale. Tante realtà operose che in mancanza di una guida capace di generare la giusta sinergia territoriale hanno limitati margini di crescita e rischiano di restare confinate nella propria autoreferenzialità.

La marginalità e la conseguente mancanza di autorevolezza territoriale giocata dall’Amministrazione nel campo delle politiche sociali si riflette negativamente anche in campo sanitario. Seppure esautorato dall’organizzazione amministrativa delle aziende sanitarie, il Sindaco rimane il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. In tale veste ha il diritto e il dovere di esigere servizi efficienti per i propri cittadini. Le poche volte in cui dal Palazzo si è alzata una voce in materia, invece, è stato in ordine all’ubicazione del nuovo presidio ospedaliero, e non per reclamare maggiore attenzione verso i disagi quotidiani vissuti dai pazienti per ottenere le cure dovute. Le azioni di integrazione socio-sanitaria sono discontinue e marginale sono anche negli ambiti (come quello degli anziani non autosufficienti) dove più consolidata è la prassi operativa.

 

 

La città che vogliamo

Le politiche sociali devono uscire dalla marginalità ed assumere un ruolo primario non solo nella specifica materia dell’assistenza ma, più in generale, nella programmazione della strategia complessiva per la promozione di un capoluogo di Regione inclusivo.

È importante quindi inquadrare l’azione amministrativa in una più ampia riflessione sullo sviluppo che guardi a tutti i cittadini e non solo a particolari fasce di bisogno, che tenga in conto le contraddizioni create dal mercato e le disuguaglianze generate di continuo non solo dalla stratificazione di privilegi ma, altresì, dalla mancata o scorretta applicazione dei principi e delle pratiche di redistribuzione che dovrebbero porvi rimedio.

Il Comune deve guadagnarsi l’autorevolezza che la normativa gli assegna in campo socio-assistenziale: deve dotarsi di competenze di tipo interpretativo, di una profonda capacità di lettura dei bisogni e dei fenomeni di trasformazione del tessuto sociale; deve impiegare strumenti per valorizzare e mettere in rete le realtà esistenti e per coniugare l’azione sociale con tutte le altre azioni promosse dall’Amministrazione per lo sviluppo del territorio.

L’attuale congiuntura politica regionale in materia di servizi sociali fornisce gli strumenti di base per intraprendere questo cambiamento. A distanza di 14 anni dal recepimento della riforma del settore (la Legge Regionale n. 23 del 2003), infatti, la Regione Calabria ha avviato il passaggio reale delle competenze e delle risorse finanziarie ai Comuni per la gestione del welfare locale. Il Piano di zona, quale strumento strategico per il governo delle politiche sociali territoriali, deve diventare il mezzo attraverso il quale il Comune di Catanzaro assume una posizione di preminenza con funzione di guida di tutte le realtà socio-sanitarie pubbliche e private dell’ambito territoriale nella programmazione, qualificazione e attuazione dei servizi alla persona, sviluppando anche una capacità di osservazione e confronto con realtà extraterritoriali ritenute all’avanguardia in alcuni ambiti di intervento.  In una città inclusiva le politiche sociali devono però andare oltre il canale socio-assistenziale ed essere organizzate tenendo presente l’integrazione tra i livelli della persona e quello del sistema, elaborando percorsi di pari opportunità che incidano sul cambiamento degli stili di vita e anche della struttura socio-economica. Esse devono essere pensate come politiche attive che sollecitano il coinvolgimento degli utenti, degli operatori, delle famiglie, degli attori economici e sociali attraverso la costruzione condivisa di un progetto che abbia come obiettivo il perseguimento di un beneficio comune per i soggetti coinvolti nella partnership e per l’intera comunità.

Qui si gioca il ruolo del pubblico, dell’Istituzione più vicina ai cittadini nella gestione del welfare. Un ruolo di garanzia, di sollecito nell’anteporre il benessere di tutti agli interessi di pochi, nell’incentivare un modello non più solo assistenzialista ma improntato alla responsabilità.

 

Le nostre proposte

Il Tavolo della Solidarietà: creeremo un Tavolo della Solidarietà per attivare utili sinergie tra le realtà pubbliche e private che a livello comunale si occupano di servizi sociali. Si tratta di un’attività utile per razionalizzare e potenziare la capacità di azione di tutti questi soggetti, soprattutto per quanto riguarda le iniziative rivolte alla povertà estrema (servizi mensa, distribuzione beni di prima necessità, accesso all’alloggio) e la capacità di intercettazione di finanziamenti finalizzati allo sviluppo di progetti innovativi nelle varie aree.

Il valore della famiglia: ci impegneremo nella individuazione di una Strategia articolata e condivisa di politiche a sostegno della famiglia, anche attraverso il coinvolgimento e il supporto del settore privato. La Strategia si sostanzierà attraverso un Programma delle Azioni, da realizzare nei prossimi 10 anni, che identificherà, in particolare, le iniziative prioritarie a supporto dei bambini e delle giovani coppie che vogliono mettere al mondo un figlio (centri di ascolto e assistenza specificamente dedicati, facilitazioni economiche per l’accesso a servizi, incentivi sulla fiscalità locale, ecc.).

I servizi integrati: realizzeremo un sistema integrato di interventi e servizi sociali connesso con le azioni svolte dall’amministrazione in tutti gli altri settori, che tenga conto delle specificità del territorio, garantisca servizi di base alle fasce più deboli (anziani, diversamente abili e minori), adotti un Punto Unico di Accesso (P.U.A.), strumenti per la conoscenza ed il monitoraggio dei bisogni e per la valutazione degli interventi.

L’Emporio Solidale: supporteremo la nascita e la gestione, attraverso il coinvolgimento ed il sostegno delle realtà esistenti sul territorio che operano nel settore, di un Emporio Solidale, allo scopo di offrire un punto di riferimento alle numerose famiglie che vivono a Catanzaro in condizioni di povertà. L’Emporio metterà a disposizione di queste famiglie generi alimentari, in gran parte recuperati tra quelli invenduti o non utilizzati dagli esercizi di ristorazione e della piccola, media e grande distribuzione. Un progetto per razionalizzare e rendere più efficace le azioni delle organizzazioni non profit e quelle spontanee di molti privati, per offrire un sostegno concreto alle persone bisognose e, al contempo, ridurre gli sprechi alimentari ed educare ad un consumo più responsabile.

La città che aiuta: sperimenteremo e consolideremo servizi a supporto della famiglia, dei bambini e degli adolescenti (es. educativa familiare, mediazione familiare, ecc.), con l’obiettivo di prevenire e ridurre l’istituzionalizzazione degli utenti. Un’azione che punta anche a stimolare e valorizzare i processi di auto mutuo aiuto per rompere l’isolamento in cui spesso maturano e si manifestano i casi di bisogno. Valorizzeremo, inoltre, l’Istituto dell’affido familiare quale soluzione privilegiata nei casi di allontanamento di un bambino o di un adolescente dalla propria famiglia. Svilupperemo infine, in collaborazione con gli Istituti scolastici, azione di prevenzione del fenomeno del bullismo, della violenza di genere e dell’abuso sessuale a partire dalle ultime classi delle scuole primarie.

Dialogo tra culture: creeremo un centro interculturale per favorire l’incontro e la conoscenza della popolazione autoctona con quella straniera (in costante crescita ma senza alcuna visibilità), allo scopo di favorire l’attivazione di processi di dialogo e confronto tra le culture. Il centro fungerà anche da luogo di analisi dei cambiamenti sociali determinati dai processi migratori e di coordinamento per la redazione e presentazione di progetti per accompagnare tali cambiamenti. In linea con le direttive e le linee di indirizzo finanziario nazionali ed europee, l’azione progettuale sarà incentrata in particolare: nello sviluppo della mediazione interculturale e degli interventi per favorire l’accesso ai servizi pubblici; nella strutturazione di percorsi di accoglienza (ai quali tutti i comuni d’Italia sono chiamati) in favore dei minori stranieri non accompagnati e delle altre categorie considerate vulnerabili (famiglie e donne) e di interventi per valorizzare la presenza attiva sul territorio delle seconde generazioni

Catanzaro per la disabilità: realizzeremo una mappatura di tutti i luoghi pubblici della città allo scopo di verificare se siano rispettate le condizioni per il superamento delle barriere architettoniche e successivamente redigeremo un Piano d’Azione per il superamento di quelle rilevate, con indicazione degli interventi prioritari e delle tempistiche per la loro realizzazione. Una città è inclusiva e civile se garantisce pari accesso ai luoghi per tutti i propri cittadini, a prescindere dalla condizione fisica, psichica e culturale.

Catanzaro per gli anziani: individueremo una lista unica distrettuale di assistenti familiari per rispondere al bisogno delle famiglie di trovare un supporto al lavoro di cura nei confronti degli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti, garantendo un servizio di assistenza qualificata, un sostegno alla famiglia ed all’operatrice nelle operazioni di stipula del contratto di collaborazione.

La città solidale: incentiveremo la creazione di reti informali tra famiglie e operatori che trattano persone affette da sindromi demenziali o altre patologie che non sono prese in carico nella tradizionale rete dei servizi, per favorire il mantenimento delle persone al proprio domicilio. Anche in questo caso l’azione punta a stimolare e valorizzare i processi di auto mutuo aiuto per scambiarsi informazioni e soluzioni, per condividere esperienze e conquiste.

Il Festival del Sociale: organizzeremo ogni anno un Festival del sociale, per promuovere il confronto con altre realtà operative, la conoscenza e lo studio di tematiche di particolare rilevanza in campo sociale. Il progetto punta a fare guadagnare al Comune capoluogo di regione un ruolo di primo piano nel campo della pianificazione e progettazione sociale e dell’interlocuzione con la Regione Calabria per la riforma del welfare e l’utilizzo delle risorse economiche.

Il Garante per le persone private della libertà personale: istituiremo questo organo di garanzia che, per conto della comunità cittadina, si occupa dei diritti tutte le persone private della libertà personale che siano residenti, domiciliate o dimoranti sul territorio comunale, tenuto conto che Catanzaro è sede di un Istituto penitenziario di rilevante importanza. Il Garante, oltre a vigilare sulla corretta applicazione delle leggi, svolge attività di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani e sulla finalità rieducativa della pena, avvicinando la comunità locale al carcere.