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La città di oggi

Il governo del territorio è un tema fondamentale per Catanzaro, che è una città chiusa, difficilmente accessibile, con un disordine urbanistico che si riflette sul sociale, prodotto da una mancata visione complessiva e strategica che ha generato l’inevitabile degrado del territorio, l’incapacità di ripresa economica e la dispersione delle forze intellettuali e sociali. Per tale ragione, e non solo perché nel tempo è stata “svuotata” di funzioni, la città negli ultimi anni ha perso la capacità attrattiva esercitata nel passato.

Ciò ha contribuito ad accrescere uno dei fattori maggiormente limitanti per Catanzaro e cioè vivere e “svilupparsi” non come unica entità ma come tanti poli. Non è stata posta nel tempo attenzione alla città bensì, di volta in volta, ai luoghi dove insistevano gli interessi più forti. La città quindi si è trovata di fronte ad ipertrofia e degrado, incapace di esprimere le proprie potenzialità ma anche di costruire sistema sia al suo interno che con i territori limitrofi.

La città è vissuta in alcuni luoghi ed è totalmente inesistente e a rischio in altri, senza un sistema integrato di mobilità che possa creare una policentricità concreta e sostenibile tra centro e quartieri. Un Centro Direzionale a Germaneto, in via di sviluppo, con funzioni strategiche ancora non definite e un Centro Storico che non riesce più ad accogliere e ad avere quel ruolo attrattore che lo ha contraddistinto per anni. Una distanza non solo fisica tra la Città e il Sistema Universitario, una risorsa mare che ancora oggi non riesce a sfruttare le sue enormi potenzialità, anche in senso turistico.

Una mancanza di visione quindi che ha prodotto l’incapacità di guidare le trasformazioni, che sono avvenute, per punti, ma senza un quadro complessivo di riferimento.

Inoltre, e affatto secondario, ancora ad oggi il Comune di Catanzaro non è dotato di Piano Strutturale Comunale, cioè l’evoluzione tecnica ed amministrativa del cosiddetto Piano Regolatore, che ormai non è più funzionale alle esigenze legate alla trasformazione del territorio, alla rigenerazione delle aree urbane, alla salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e del consumo del suolo. Il Piano Strutturale Comunale infatti è un nuovo strumento di programmazione e gestione che modifica, nella sua metodologia, l’approccio al governo del territorio stesso, concretizzandolo in strategie di sviluppo che hanno come fondamento la concertazione e la partecipazione di tutti gli attori della vita della città – dal semplice cittadino, ai presìdi dell’associazionismo culturale e sociale, alle organizzazioni del terzo settore, ai cosiddetti “stakeholders”,  i portatori di interessi, nonché legato allo sviluppo sostenibile del territorio stesso.

Solo da un processo partecipativo e da un confronto possono nascere le proposte concrete da realizzare per il bene comune.

 

La città che vogliamo

Catanzaro è una città divisa. Vogliamo ricostruire la sua identità, attraverso la ricucitura e la ricostruzione di relazioni tra le varie parti: centro, periferia, marina, area direzionale. La città insieme ai cittadini deve ripartire dai suoi punti di forza, creando le opportunità e riformulando le strategie per il futuro, integrando le competenze e gli strumenti di governo del territorio, rendendo gli interventi di riconversione urbanistica veri e propri interventi di riqualificazione sociale e culturale.

Catanzaro è una Città di cultura, ricca sia di beni che di risorse intellettuali, ma è anche una città con una posizione strategica nell’istmo calabrese, dotata di rilevanti risorse ambientali e paesaggistiche, di attività commerciali e artigianali, di poli d’attrazione come l’Università e la Cittadella Regionale, di infrastrutture come l’aeroporto, in prossimità, le ferrovie e il porto, in costruzione.

Le strategie da perseguire  per ridare a  Catanzaro quel ruolo attrattore che per molto tempo ha avuto e ora ha perso, per rigenerarla come città della cultura, della conoscenza, dell’innovazione, del turismo sostenibile, sono tante: vanno dalla rivitalizzazione del centro storico alla promozione della creatività artistica e giovanile, dalla riqualificazione dei quartieri, all’inclusione sociale, dalla valorizzazione del sistema del verde costituito dai parchi esistenti e quelli da ideare\potenziare,  al raccordo strategico con le risorse del mare, dall’incentivazione di imprese creative ed ad alto contenuto di innovazione, all’attivazione di reti culturali, economiche, dal miglioramento dell’offerta turistica al potenziamento dello sviluppo urbano ed economico verso l’area vasta. Catanzaro deve tornare ad essere una città “accogliente”, quindi. Per essere un luogo “accogliente” deve unire, innanzitutto, e questo richiederà alla base di qualunque identità possibile una forte attenzione sui sistemi di mobilità per realizzare una città policentrica, aperta, inclusiva e soprattutto accessibile.

Nei tavoli di concertazione propedeutici alla redazione del Piano Strutturale Comunale, porteremo avanti sinergicamente visioni della città basate su queste strategie, verso le quali finalizzare la pianificazione urbana, sempre seguendo il principio del “consumo di suolo 0”. A tale scopo, la rigenerazione urbana diventa uno strumento interessante e indispensabile per rifondare il centro e le periferie, perché trascina con sé quella economica e sociale.

La città come laboratorio di innovazione urbana: proponiamo quindi una governance tesa a valorizzare i luoghi delle identità urbane e delle vocazioni dei quartieri attuando politiche di riqualificazione per rafforzare la vivibilità degli stessi, coinvolgendo la comunità dei cittadini, concentrandosi sulla piccola scala, sugli aspetti più minuti della realtà, promuovendo interventi che partendo dal basso, sfruttano le energie della collettività in maniera positiva per sanare il degrado e migliorare il paesaggio urbano. In ogni quartiere – differente da un altro per vocazione ambientale, culturale, per morfologia, spazi – si potrà individuare una funzione identitaria che possa contribuire alla sua rigenerazione e identificazione; si dovrà privilegiare uno spazio che possa diventare il centro del quartiere, un luogo riconoscibile e curato di aggregazione; si riutilizzeranno gli edifici abbandonati e dismessi, con un’attenzione particolare ai quartieri della zona sud rispetto a strategie di sicurezza e legalità urbana. Il nuovo ruolo dei quartieri sarà quello di un nodo territoriale per sperimentare percorsi e strumenti per dialogare, coprogettare, integrando politiche di inclusione sociale, promozione economica, cultura e sport.

Per una rigenerazione del centro storico, oltre a favorire il recupero della qualità urbana, inserito in una valorizzazione più ampia della qualità architettonica e progettuale, è necessario un recupero funzionale e strutturale del patrimonio storico di proprietà pubblica inutilizzato sulla scia della recente esperienza del bando dei centri storici che ha previsto il riuso di alcuni tra i più importanti edifici della città. Ma si farà una ricognizione più puntuale di tutti gli spazi inutilizzati, soprattutto nei quartieri più antichi, che costituiscono il tessuto connettivo di servizi comuni e spazi collettivi. Oltre che a un riuso per questi edifici partecipato e destinato ad attività culturali o di innovazione e di ricerca, anche l’Università potrà dare un apporto significativo identificando in questi luoghi funzioni mirate a sviluppare le problematiche del rapporto tra università e cultura contemporanea, politiche educative e di ricerca e sviluppo, finalizzate soprattutto a favorire la frequentazione degli spazi da parte dei giovani. La finalità è quella di innescare un programma di recupero anche per gli edifici residenziali, per agevolare un ritorno in centro delle famiglie, delle giovani coppie. La riattivazione delle abitazioni è fondamentale per poter pensare a un serio progetto di rivitalizzazione del centro storico, insieme a un piano di marketing realizzato con un processo partecipato tra istituzioni, partenariato socio-economico e i presidi dell’associazionismo, del turismo e dei beni culturali.

La sfida, in questi processi di rigenerazione, è quella di seguire le metodologie e gli strumenti che fanno parte dello scenario della democrazia partecipativa, investendo sul senso civico e sul coinvolgimento dei cittadini.

 

Le nostre proposte

Città partecipata: faremo diventare finalmente operativo, propositivo e attivo, l’Urban Center, come centro di informazione, comunicazione e dialogo sulle politiche urbane e i progetti di trasformazione. Parallelamente coordinerà la redazione del Piano Strutturale Comunale, necessario per fare sistema e coniugare le politiche economiche di coesione sociale con le politiche di trasformazione urbana e territoriale. L’Urban Center avrà una sede in Centro, e sarà presente nei quartieri, in strutture individuate dall’Amministrazione; in questo modo si potranno calibrare le scelte su una base di consenso molto ampia e condivisa, in accordo con la filosofia di fondo del nostro progetto di città.

Rigenerazione delle parti di città: sarà effettuata un’indagine conoscitiva sul patrimonio edilizio cittadino in stato di mancato utilizzo e\o abbandono, realizzando quindi una mappatura degli edifici pubblici e privati finalizzata a sostenere le strategie di riqualificazione, coordinando la domanda di riuso sia per collocare attività culturali o sociali di interesse pubblico comunale, sia per l’affidamento e la gestione di detti spazi tramite le richieste e le esigenze di ogni quartiere. In questa ottica sarà valutata anche la possibilità di stipulare convenzioni con soggetti privati che si impegnano ristrutturare gli immobili, ricevendo in cambio il diritto di superficie per un periodo di media/lunga durata (esempio per 40/50 anni), al termine del quale il Comune ritornerebbe nel pieno possesso del bene.

Analogamente, sarà condotta una ricognizione delle aree verdi già oggetto di interventi di arredo urbano, ma abbandonate, e di quelle a disposizione del Comune ancora non utilizzate, derivanti dalle aree standard delle lottizzazioni convenzionate; l’obbiettivo è di poterle mettere  a disposizione per l’assegnazione di “spazi & giardini condivisi” (apposita sezione su regolamento dei beni Comuni), cioè di spazi pubblici con finalità socio-culturali e ambientali che vedono protagonisti i cittadini, riuniti attorno a un progetto comune per il proprio quartiere.

Accessibilità: riqualificheremo progressivamente le aree intorno le stazioni della Ferrovie della Calabria e delle pensiline di attesa degli autobus, in termini di sicurezza e di vivibilità, con micro-interventi di riqualificazione su verde e arredo urbano; i marciapiedi dovranno essere in grado di garantire e promuovere l’accessibilità e la vivibilità ai ragazzi, agli anziani, ai diversamente abili, con presenza maggiore di segnaletica e illuminazione. Le risorse potranno essere reperite tramite il bilancio partecipato o tramite le azioni di civic crowdfunding come già citato.

Riqualificazione strutture scolastiche: per ogni scuola della città sarà effettuata una ricognizione delle necessità strutturali, dando la priorità alle palestre in stato di fatiscenza o addirittura inesistenti, e alla sistemazione degli spazi esterni per gli sport all’aperto e le aree gioco, che possono essere messe a disposizione anche per il quartiere di riferimento, e date anche in affidamento alle varie associazioni come sedi per incontri e manifestazioni. Vogliamo aprire le scuole alla città e al quartiere per tutto il giorno, affinché siano sempre più i presidi di legalità con sport e cultura; per l’apertura si può pensare a una turnazione del personale Ata un giorno alla settimana o alle associazioni di volontariato in accordo con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione.

Mecenatismo culturale: estenderemo l’impegno nella cura e nella valorizzazione del patrimonio artistico cittadino e delle attività culturali inserendo nel sito del Comune una lista di interventi previsti dal programma ministeriale “ART BONUS”. È una misura agevolata in vigore dal 2014 introdotta dal D.L. 83\2014, resa permanente nel 2016, con la quale chi effettua erogazioni liberali in denaro per gli interventi previsti nella lista potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta. Verranno istituiti due settori, “manutenzione, protezione e restauro” e “sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici”; ci impegneremo ad aggiornare questa lista e a darne adeguata pubblicità per incentivare i “mecenati” della cultura a partecipare con le donazioni, evidenziandone i risultati.

Ufficio del decoro urbano: creeremo l’Ufficio del Decoro Urbano che avrà tra i suoi compiti quello di raccogliere segnalazioni riguardanti lo stato delle strade, dell’arredo urbano, delle scritte vandaliche, delle affissioni di manifesti e locandine abusive, dei veicoli abbandonati, insomma di tutto ciò che compromette il decoro e la cura della città. Ma, soprattutto, l’Ufficio del Decoro Urbano avrà il compito di coordinare le azioni e gli interventi in campo di tutela e cura degli spazi urbani, al fine di rendere più efficace e puntuale l’azione dell’Ente comunale e degli altri soggetti deputati in questi ambiti. A questo scopo opereranno specifiche misure mirate a garantire l’igiene urbana, la pulizia dei graffiti sia di edifici pubblici, che privati; la manutenzione di strade, marciapiedi, facciate, aree verdi, piazze, fontane e arredo urbano; manutenzione e sostituzione della segnaletica comunale.

L’Ospedale: noi abbiamo un’idea molto chiara riguardo al destino dell’Ospedale Pugliese. Siamo convinti che il Pugliese non possa essere abbandonato e debba in qualche modo continuare a essere operativo in città e – attraverso una seria azione di ammodernamento e/o rifunzionalizzazione – continuare a offrire utili servizi a tutti i cittadini. Riteniamo comunque che una decisione definitiva sull’ubicazione del nuovo ospedale debba inevitabilmente scaturire a valle di un serio percorso di condivisione con gli altri soggetti interessati, operando scelte lungimiranti e responsabili, che vadano al di là delle dichiarazioni propagandistiche. Inoltre lavoreremo alla creazione di una più efficace rete di prossimità per la diagnostica e la cura delle patologie croniche, ad esempio impegnandoci a riaprire la struttura pubblica di Via Paparo e la sezione radiologica del Poliambulatorio di Catanzaro Lido. E dedicheremo un particolare impegno nella costruzione di percorsi orientati alla prevenzione e all’educazione motoria ed alimentare. In questo quadro vogliamo attribuire nuova dignità al ruolo del Sindaco come massima autorità sanitaria sul territorio comunale, che non subisce passivamente le decisioni inerenti la propria città ma le guida e le orienta, facendo valere pienamente le proprie funzioni.

Valorizzazione del “Campo Scuola”: realizzeremo le attività necessarie alla omologazione della pista di atletica del Campo Scuola “Pietro Mennea”, per garantire alle società di atletica lo sviluppo ottimale delle proprie attività agonistiche e di preparazione e restituire piena funzionalità a una struttura che da sempre svolge un ruolo fondamentale per lo svolgimento della pratica sportiva, dilettantistica e non, e anche della semplice attività fisica dei catanzaresi.

La gestione delle strutture sportive: intendiamo realizzare un pieno coinvolgimento delle società sportive nella gestione ordinaria delle strutture (Palasport, palestre scolastiche, etc…), con procedure aperte per l’affidamento in capo alle tante e operose realtà esistenti sul territorio cittadino. Questo permetterà di migliorare l’efficacia delle attività di manutenzione, ottemperare meglio alle necessità delle società stesse, operare una razionalizzazione delle spese. Per questo emaneremo un apposito regolamento che disciplinerà modalità e procedure di tali affidamenti. Rimane inteso che i singoli concessionari dovranno garantire lo svolgimento di tutte le attività sportive, didattiche, ricreative e sociali di interesse pubblico

L’economia del mare: Catanzaro ha ancora un importante comparto della pesca, con circa 100 pescatori professionisti appartenenti alle cooperative attive nel settore, che però negli ultimi anni ha fatto registrare preoccupanti segnali di crisi. L’Amministrazione Abramo ha denotato un totale disinteresse nei confronti di questo settore, decidendo perfino di non far parte del GAC – Gruppo di Azione Costiera, l’agenzia di sviluppo prevista dalla Unione Europea per la gestione di risorse pubbliche regionali, nazionali e comunitarie destinate a favorire la crescita delle zone costiere in un’ottica di gestione integrata, multisettoriale e sostenibile.

Noi crediamo, invece, che questo comparto sia fondamentale, anche in un’ottica di potenziamento della vocazione turistica di Catanzaro Lido. Per questo motivo ci impegniamo a stabilire rapporti continui e funzionali col GAC e a realizzare gli interventi di sistemazione delle infrastrutture portuali utili a rendere meno difficoltose le attività dei pescatori (realizzazione dell’impianto idrico e di illuminazione a servizio del molo peschereccio; realizzazione dell’impianto di videosorveglianza; accesso regolamentato).

 

© Nicola Fiorita Sindaco. All right reserved. Tutti i diritti riservati