Home > Projects > Un pubblico comizio a Santa Maria. Proprio come una volta

Da qui all’11 giugno dobbiamo lavorare tutti, voto per voto e casa per casa, perché ogni voto ci spinge verso il ballottaggio e apre le porte del futuro.

Dal “cuore” di Santa Maria, che è quasi la “mamma” di tutte le periferie della città, il candidato sindaco della coalizione civica Nicola Fiorita lancia lo sprint verso le Comunali ricorrendo al fascino antico del comizio in piazza. «Come si faceva una volta, ma anche questa è la cifra del nostro progetto, spingere verso il futuro recuperando le cose belle del passato», esordisce Fiorita rivolgendosi a una platea fatta dei colori delle liste che lo sostengono, “Cambiavento”, di cui è fondatore e ispiratore, “Insieme per Fiorita” e “Catanzaro 1594”. E’ il popolo in cammino di quella che al principio è stata definita la “rivoluzione gentile” ma che adesso – rimarca Fiorita – è un progetto che

fa paura agli altri, siamo diventati grandi e ci attaccano perché possiamo vincere.

Parla al solito a braccio, Fiorita, introdotto sul palco dalla consueta verve di Enzo Colacino e dalla voce della cantastorie della libertà e dei diritti Francesca Prestia. «Stiamo vivendo in poco tempo tutta la bellezza e la bruttezza della politica», aggiunge Fiorita, che “scalda” i presenti:

Noi siamo la più grande possibilità nella storia di questa città, perché per la prima volta un movimento nato dal basso può vincere.

Fiorita si tuffa subito nel campo più prettamente politico mettendo nel mirino

il vecchio che non è ancora morto ma che dobbiamo superare, il vecchio che ha il volto e lo stile di Tallini, quello della denigrazione degli avversari e di un modo di fare politica per cui conta solo l’esercizio del potere.

Le lancette indietro nel tempo, all’alba del progetto di “Cambiavento” e del «dialogo con il Pd, il Psi, con Sergio Costanzo, per verificare possibili convergenze sulla discontinuità, e anche con i 5 Stelle con cui ho parlato al telefono molte più volte che con Costanzo, ma le convergenze non le abbiamo trovate», ricorda Fiorita, che poi sottolinea, con il tono da “senza se e senza ma”:

A tutti dico di non confondere il dialogo con l’inciucio, non faremo accordi sottobanco perché non siamo in vendita

e comunque

sarò il sindaco di tutti, tanto è vero che il primo impegno sarà dare l’organo di garanzia, la presidenza del consiglio comunale, all’opposizione.

E un’attenzione speciale, diversa, alle periferie perché – osserva il candidato sindaco della coalizione civica –

Catanzaro cambia se cambia Santa Maria e se cambiano tutti i quartieri. Qui sono passati in tanti a raccogliere voti e in cambio hanno dato un po’ di cemento per una buca o il piccolo contributo per la festa patronale: il vostro voto merita di più. Io voglio essere il sindaco delle periferie ma da qui all’11 giugno dobbiamo convincere tutti e possiamo farlo perché solo noi siamo garanzia di cambiamento.

Le “stoccate” ai suoi avversari, a partire dal sindaco uscente: «Certo, non credo che riusciremo a convincere Abramo, che dopo il disastro di questi 5 anni ne chiede altri 5 anni. No, grazie, preferisco vivere…». E ancora: «Non so se convinciamo Ciconte: Ciconte – rileva Fiorita – punta al modello che ha già fallito a Cosenza, quello della cooptazione e del trasformismo. Con 11 liste non si governa. Non commento l’ultima vicenda (quella di un candidato ritratto in un video con due pregiudicati, ndr), registro solo che su questa vicenda Ciconte ha espresso una posizione e uno dei suoi alleati una posizione diversa». Invece – spiega Fiorita – «possiamo convincere i 5 Stelle: loro vogliono la rottura con il passato e sanno che possiamo garantirla solo noi». Per questo Fiorita indica la traiettoria ai suoi sostenitori: «Le vie del ballottaggio sono infinite e le percorriamo tutte, indicazioni sul voto ci riportano ottimi riscontri, allora crediamoci».

Perché la sfida vera è il dopo le elezioni:

Al Comune ci saranno un sacco di cose da fare, restituire etica alla politica, affrontare le emergenze come il Psc, salvare il Catanzaro calcio, salvare la storia di una città che non è mai stata mafiosa ma oggi – ci dicono le inchieste giudiziarie – è accerchiata dalle cosche joniche.

Il finale di Fiorita è un accorato appello alla sua coalizione a lanciare il cuore oltre l’ostacolo:

Dobbiamo lavorare tutti, voto per voto e casa per casa, perché ogni voto ci spinge verso il ballottaggio e apre le porte del futuro. Quindi lasciamo il venticello agli altri e lasciamoci spingere dal vento.

 

Antonio Cantisani. Fonte: Catanzaro Informa