Home > Projects > Eccoci. Presentazione Programma elettorale e Liste

Un teatro gremito e il suo nome scandito ad alta voce da tutta la folla quando viene chiamato sul palco: «Nicola! Nicola!». L’apertura ufficiale della campagna elettorale di Nicola Fiorita è stata salutata da un altro bagno di folla dopo quello con cui il candidato sindaco di Catanzaro e il suo movimento “Cambiavento” si erano presentati alla città lo scorso 4 febbraio.

Da allora, in tre mesi, quella che a qualcuno era sembrata l’uscita pubblica di chi reclamava un posto al sole nelle più blasonate coalizioni elettorali tradizionali, ha assunto forza grazie alla dimostrazione plastica del suo leader di voler tenere la barra dritta anche davanti ad offerte più o meno lusinghiere da parte di qualche altro candidato sindaco.
Così le liste sono diventate tre grazie all’apporto umano e programmatico fornito da un altro movimento civico, “Catanzaro 1594”, e grazie all’entusiasmo che in questi mesi Fiorita è riuscito a generare attorno alla propria candidatura andando in giro per i Tre Colli a presentare se stesso e la sua idea di città.

Da ieri, quell’idea di città, è un programma di cui Fiorita dice: «Nel programma non abbiamo inserito tutto ciò che vorremmo per Catanzaro, abbiamo voluto scrivere un programma che fosse realizzabile e che contenesse soltanto le cose a cui teniamo e che davvero si possono fare. È un programma per la città di Catanzaro, non è un programma per una città qualsiasi. È un programma moderno, ambizioso e allo stesso tempo concreto».

Pragmatismo in pillole quello di Fiorita che dal palco del teatro Comunale parla dei suoi avversari. Soprattutto di Sergio Abramo. Di lui, Fiorita dice senza mezzi termini: «In questa sala, anzi in tutta la città, non c’è una sola persona che non sia cosciente del fatto che il secondo Abramo è stato peggiore del primo Abramo e che il terzo Abramo è stato peggiore del secondo: non c’è quindi motivo per cui credere il che il quarto Abramo possa invertire la tendenza rispetto al passato. I confronti televisivi fatti finora mi hanno insegnato una cosa: Abramo è un sindaco un po’ manipolatore, è un sindaco che dice tante cose inesatte. Travolge con tante informazioni e dati, ma gran parte di quello che dice non è vero o è inesatto. È un sindaco, Abramo, che ha costruito la scorsa campagna elettorale dicendo che l’ospedale si sarebbe dovuto costruire a Germaneto e che oggi dice invece che il nuovo ospedale rimane dov’è l’attuale, senza spiegare né come né perché ha cambiato idea. Nelle sue linee programmatiche al momento dell’insediamento, cinque anni fa, disse: “Ci sono 50 artigiani pronti ad aprire su corso Mazzini”. Qualcuno li ha visti? O qualcuno ha visto le grandi firme che Abramo diceva fossero già pronte ad  investire per il rilancio del centro storico? No, nessuno, perché da allora non è mai stato cambiato il regolamento comunale che di fatto impedisce ai grandi investitori di aprire in centro. Abbiamo un sindaco uscente che non ha mai programmato nulla e si appresta a concludere questa sua esperienza fallimentare senza un piano per la mobilità, senza un piano per il commercio e senza un piano strategico».

Tra una citazione de “La fattoria degli animali”, di George Orwell, e un riferimento all’esperienza di Paolo Verri, direttore di “Matera 2019”, ospite di “Cambiavento” nei giorni corsi, Fiorita, prima di rispondere ad Abramo sul tema dell’indispensabilità delle competenze sollevato dal sindaco uscente, si concede una battuta: «Ieri (venerdì, ndr), il sindaco Abramo ha detto che punterà tutto sul rinnovamento: non è che ci vota, no?».

Sulla competenza, in un’intervista, Abramo aveva infatti affermato: «Ormai un ente pubblico, soprattutto un Municipio, assomiglia molto a un’impresa. Di conseguenza, o hai competenze tecniche in tale ambito oppure ti devi affidare in toto alla dirigenza e quindi alla complessa macchina burocratica. Mossa che dovrebbero fare i miei principali competitori, tanto il giovane professore quanto l’esperto medico. Ma credo sia fin troppo scontato: è come se io pensassi di andare all’Università a insegnare o addirittura in ospedale a visitare ovvero operare al cuore».
Fiorita ha risposto: «Faccio sommessamente notare che essere un docente universitario è il mio lavoro, è il mio mestiere: non sapevo che Sergio Abramo facesse il sindaco di mestiere. È una strana parabola quella di un uomo che ha vinto 20 anni fa parlando di antipolitica e che chiude il suo ciclo dicendo che bisogna essere dei professionisti della politica».

 

Fonte: Corriere della Calabria