Home > Projects > Confronto tra i candidati a sindaco organizzzato da Coldiretti

L’agricoltura come volano di sviluppo e “collante” delle vocazioni turistiche e culturali di Catanzaro. E’ stato questo il filo conduttore del confronto che la Coldiretti ha organizzato con i candidati sindaco alle elezioni di domenica. Alle questioni poste dalla confederazione agricola hanno risposto Bianca Laura Granato per il Movimento 5 Stelle, Sergio Abramo per il centrodestra e Nicola Fiorita per la coalizione civica, mentre non era presente il candidato sindaco del centrosinistra Enzo Ciconte, trattenuto da altri impegni. A introdurre i lavori Sandra Pascali, presidente della sezione catanzarese di Coldiretti, che ha evidenziato il ruolo del capoluogo come “polmone” agricolo non solo a livello provinciale ma anche regionale. In generale, i candidati sindaco hanno rimarcato la necessità di sostenere l’agricoltura puntando in primo luogo su una pianificazione territoriale che stoppi la “cementificazione selvaggia” del passato. Secondo la pentastellata Granato «è necessario approvare il Piano strutturale comunale che privilegi le aree da destinare all’agricoltura perché la vocazione del territorio è l’agricoltura abbinata all’ambiente sano, al turismo e anche a una mobilità sostenibile. Si tratta di creare una nuova governance della città: noi non abbiamo nessuno né davanti né dietro, siamo gli unici con le mani libere». Sul Psc si è soffermato anche Fiorita, criticando il ritardo dell’amministrazione uscente che – ha spiegato –  «rischia di portare al commissariamento, e questo significherebbe certificare l’assenza di una visione per la città», mentre Abramo ha replicato affermando che «il consiglio comunale ha approvato linee guida fondamentali per preservare Giovino e l’area direzionale di Germaneto, per il resto vige il piano regolatore, e comunque noi abbiamo portato avanti una politica di rispetto del territorio e guardiamo alla sua rigenerazione attraverso l’edilizia sociale». Sul piano programamtico, la Granato ha rilevato come «per il Movimento 5 Stelle centrale è l’agricoltura sociale, fondata su mercatini nei quartieri con prodotti a chilometro zero da utilizzare anche nelle mense scolastiche e nelle mense sociali e fondata sugli orti urbani anche come strumenti per venire incontro alle famiglie in disagio economico. E bisogna sfruttare l’occasione dei fondi comunitari abbandonando le solite logiche assistenziali». Anche Abramo ha puntato l’attenzione sulla programmazione comunitaria, contestando la Regione che – ha detto il candidato sindaco del centrodestra – «sta procedendo “a macchia di leopardo”, senza coinvolgere i Comuni e polverizzando le risorse invece di destinarle ai settori trainanti dell’economia calabrese. Questo è molto preoccupante. Anche per questo – ha proseguito Abramo – è fondamentale realizzare una forte collaborazione tra le associazioni e i Comuni, che  devono fare rete  in modo da aiutare anche la Regione nella programmazione. Inoltre, dobbiamo sostenere le attività produttive: con Fincalabra come Comune abbiamo individuato delle misure a sostegno delle imprese attuando un progetto relativo anche all’agroalimentare basato sulle reti di impresa». Fiorita ha condiviso «le critiche di Abramo sull’assenza di una visione complessiva e sui ritardi della Regione», quindi ha rimarcato «l’importanza dell’uso a fini sociali dei terreni confiscati alla criminalità organizzata, un tema su cui siamo in prima linea». Il candidato sindaco della coalizione civica ha poi osservato: «Registriamo un ritorno alla terra da parte soprattutto dei giovani, ed è un trend che dobbiamo incoraggiare raccogliendo le proposte interessanti come quelle della Coldiretti e filtrandole con un’azione di governo che sia condivisa e partecipata. Bisogna poi coniugare agricoltura, turismo e cibo: solo così possiamo fare un lavoro di grande valore e far unire così Lido e il centro. Al congresso nazionale di “Slow Food” persone di Rimini mi hanno detto che lì il turismo tradizionale ormai non funziona più e per questo hanno optato per turismo del cibo. Ecco: noi l’11 giugno dobbiamo decidere se essere come Rimini o essere nulla. Noi – ha concluso Fiorita – abbiamo una visione che rafforza la città, una visione non più fondata sulla denigrazione dell’avversario: io sarò il sindaco di tutti, non affosserò le scelte fatte dal mio predecessore se sono buone». Infine, tra i candidati sindaco il confronto si è fatto serrato soprattutto sul tema della legalità, un tema che – ha osservato Fiorita –  «in questa campagna elettorale è molto sottovalutato e invece inchieste giudiziarie indicano che sta cambiando la storia di Catanzaro e c’è il rischio di infiltrazioni mafiose: dobbiamo reagire con forza». Abramo ha replicato affermando che «tutti conoscono la storia delle nostre famiglie, la storia della mia famiglia, e tutti i candidati hanno l’obiettivo della massima legalità», mentre la 5 Stelle Granato avrebbe voluto «una maggiore attenzione alle liste da parte degli altri schieramenti». A tirare le somme del dibattito il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro: «Noi non chiediamo di investire direttamente in agricoltura perché – ha sostenuto Molinaro – un sindaco ha altre competenze, ma chiediamo di mettere in campo comportamenti virtuosi e segnali concreti di buona amministrazione, sempre nella massima legalità». Molinaro infine ha chiesto «un potenziamento dei controlli al Comalca perché ci risulta che vi arrivino prodotti di dubbia provenienza» e infine ha confermato «la grande mobilitazione della Coldiretti in programma giovedì alla Cittadella per sollecitare un cambio di passo al presidente della Regione Oliverio».

Fonte: Antonio Cantisani, Catanzaro Informa