Home > Projects > Catanzaro è pronta per cambiare

Nicola Fiorita ha archiviato il primo dei due eventi conclusivi della sua campagna elettorale per la corsa a sindaco di Catanzaro. Il candidato indipendente del movimento “Cambiavento” si è infatti congedato dal centro storico della città con un singolare comizio itinerante che si è snodato per le vie ed i vicoli di corso Mazzini.

Preceduto da una jazz band e seguito da qualche centinaio di sostenitori, Nicola Fiorita ha fatto tappa in tre piazze, ognuna delle quali ha visto il candidato sindaco parlare alla città ripercorrendo I capisaldi del programma elettorale per il recupero del centro storico passando per un breve excursus sulla storia della città curato dall’archeologo Francesco Cuteri.

La conclusione nella piazza ai piedi dello storico Palazzo Fazzari, ha invece visto Fiorita parlare ai presenti la lingua dell’entusiasmo e dell’impegno politico per la città, senza alcuna retorica da campagna elettorale, ma con parole nette soprattutto sul tema della legalità:

Catanzaro è pronta per cambiare ed è pronta a dire no ai condizionamenti sul voto. Imporre il voto ai propri dipendenti, costringerli a pratiche di voto riconoscibili è mafia. Chi ricatta il proprio dipendente, chi chiede il numero di sezione, compie un gesto mafioso. Essere contro la mafia non è solo chiedere ad un proprio candidato di ritirarsi, è battersi perché il voto sia realmente libero per tutti. Senza libertà non c’è democrazia.
«Non sono d’accordo con chi punta il dito contro il voto disgiunto definendolo come una pratica scorretta: è un’opzione che ha l’elettore ed è giusto che possa esercitarla. Il voto disgiunto è un voto di libertà. Piuttosto noi siamo fermi e convinti nel dire “no” ai voti inquinati, sono proprio quelli I voti che non vogliamo ma che anzi respingiamo con forza. Non ci interessa vincere a tutti i costi, ci interessa farlo con voti puliti».
Il nostro percorso sta arrivando alla meta. O meglio, al primo traguardo che ci eravamo prefissati. E se già ieri non avevamo paura di perdere, oggi non abbiamo alcuna paura di vincere e di governare questa città con giustizia ed equità. Hanno cercato di etichettarci come una forza che sta da una sola parte, come un’élite. Non hanno capito, invece, che noi siamo una cosa nuova e io voglio essere il sindaco di tutti.

Prima di congedarsi, Fiorita ha lambito il tema Catanzaro calcio:

Chi mi conosce, sa quanto sia tifoso del Catanzaro e sa quanto io abbia accuratamente evitato di trattare in campagna elettorale questo argomento. Eppure, alla luce dei fatti, una cosa voglio dirla: se vinceremo, avremo l’obbligo di affrontare questa vicenda con estrema serietà, creando le condizioni migliori affinché imprenditori seri possano mettere in campo un progetto concreto e di lunga durata.

Infine, una battuta, Fiorita l’ha riservata ai suoi principali avversari. Sul sindaco uscente ha detto:

Sergio Abramo, in questa campagna elettorale, ha parlato sempre e solo di cantieri, mai di persone. Le opere  pubbliche sono importanti, certo, ma le persone lo sono di più. Ci chiede altri cinque anni per completare il suo lavoro? No, grazie, questa città preferisce vivere.

Mentre l’analisi su Enzo Ciconte è stata impietosa:

Ciconte definisce la sua candidatura come un progetto nato dal basso. Strano, perché lui stesso è un consigliere regionale in carica, una consigliera regionale come Flora Sculco e un parlamentare come Pino Galati hanno costruito due liste a suo sostegno. E nonostante sia l’emblema di una candidatura dall’alto, a dirla tutta, la verità è che persino il Pd non vuol saperne di supportarlo. Tanto è vero che non si sono visti i ministri Dario Franceschini, Marco Minniti e Maurizio Martina e il sottosegretario Davide Faraone, annunciati nel capoluogo per testimoniare la bontà della scelta.

 

Fonte: Corriere della Calabria